sabato 16 gennaio 2010

Cosa c'è nel bagnetto?


Un gruppo di ricercatori dell’Università di Santiago de Compostela ha studiato i composti chimici presenti nell'acqua del bagnetto dei nostri bambini, trovando numerose sostanze chimiche potenzialmente allergeniche. I ricercatori hanno analizzato per un certo periodo di tempo i residui dell’acqua del bagnetto di bambini di età compresa fra sei mesi e due anni attraverso un metodo chiamato Solid-Phase Micro Extraction, estraendo dall’acqua una quindicina di molecole potenzialmente allergeniche, presenti praticamente in tutti i prodotti più comuni per l’igiene dei bambini. La quantità di queste sostanze è risultata in molti casi piuttosto consistente, sufficiente comunque a costituire un fattore di rischio per bambini che vi siano esposti per circa un quarto d’ora al giorno, il tempo mediamente trascorso da un bambino piccolo nella vaschetta del bagno. Il rischio non riguarda solo l’esposizione della superficie del corpo, ma anche l’inalazione e l’ingestione e può costituire, alla lunga, un importante elemento da tenere in considerazione quando si parla di aumento dell’incidenza di dermatiti di tipo allergico, asma e atopia. In ogni residuo di acqua sono stati individuati almeno sei dei quindici componenti potenzialmente tossici rilevati dalla ricerca. Tra questi: la cumarina (molecola fenolica naturalmente presente in tantissimi vegetali e responsabile dell’aroma dolciastro di “erba falciata”, utilizzato da secoli anche nella medicina); il benzil-salicilato (molecola aromatica utilizzata come fissativo nella preparazione dei profumi); il linalolo (anch’esso presente in natura in moltissime specie vegetali, ma oggetto di studio per la sua possibile interazione con le cellule neuronali, in particolare quelle responsabili dei circuiti della memoria); l'idrossicitronella (presente nella stragrande maggioranza dei prodotti cosmetici, in particolare shampoo e balsami per i capelli e nota per il suo ruolo nell’insorgenza di congiuntiviti e dermatiti).
Secondo il gruppo di ricerca i limiti di uso di queste sostanze andrebbero riconsiderati in senso maggiormente restrittivo viste le connessioni tra questi agenti chimici e il proliferare di patologie di tipo allergico, soprattutto nella prima infanzia. Nel frattempo, considerati anche altre studi che avvertono dei rischi di altre sostanze (per esempio quelle estrogeno-simili) presenti nei prodotti per l’igiene personale, possiamo cercare di applicare alcune regole di buon senso per salvaguardare la salute dei nostri bambini.
Come difendersi? Abituiamoci a considerare l’assenza di cattivi odori e non la presenza di profumi come un’indice di igiene e di pulizia, soprattutto quando si tratta di bambini. Se proprio non vogliamo rinunciare al piacere di un’essenza gradevole, scegliamo prodotti ecologici.
La notizia l'ho letta qui, sulla rivista Analytical and Bioanalytical Chemistry, in italiano qui.

3 commenti:

  1. Non ho bambini, ma seguo lo stesso queste notizie. Emblematico è l'uso ai primissimi posti della paraffina liquida negli ingredienti di un famosissimo olio per bambini...

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  2. Io ho una bimba di 4 mesi, le faccio il bagnetto con amido di riso biologico e in questo periodo di probabili influenze aggiungo qualche goccia di olio essenziale di timo (antibatterico, antivirale e antimicotico, nonché balsamico). Appena arriverà il beltempo sostituirò il timo con la lavanda (tra l'altro rilassante)!
    Un saluto

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  3. @ annarita: del famigerato olio ne ho parlato tante volte... e il bello che molti lo usano sotto il sole al posto della crema solare!
    @ silvia: fai benissimo... se ti interessa tempo fa ho affrontato l'argomento della cura del bebè... sotto l'etichetta "bimbi bio"

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